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Tram deragliato Milano: ipotesi malore del conducente

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Tram deragliato Milano: ipotesi malore del conducente
I soccorsi ai feriti del tram

Proseguono le indagini sull’incidente della linea 9: sequestrato il cellulare dell’autista

All’indomani dell’incidente del tram a Milano, emergono nuovi elementi sulle possibili cause del deragliamento avvenuto il 27 febbraio in via Vittorio Veneto. Il bilancio resta di due morti e oltre cinquanta feriti. Il conducente del mezzo, ora indagato, avrebbe riferito di aver accusato un malore poco prima dell’impatto.

Indagini sul tram deragliato a Milano: errore umano tra le ipotesi

L’inchiesta sul tram deragliato a Milano è coordinata dalla Procura con il procuratore Marcello Viola e la pm Elisa Calanducci. Gli investigatori valutano diverse ipotesi, ma concentrano l’attenzione su un possibile errore umano.

Il conducente, sessantenne con lunga esperienza, risulta indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni. Inoltre, le autorità hanno disposto il sequestro del suo telefono per accertamenti tecnici.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe dichiarato ai soccorritori: «ho avuto un malore». Questa circostanza potrebbe spiegare alcune anomalie registrate nei momenti precedenti al deragliamento.

Dinamica, mancata fermata e sistema di sicurezza

Il tram della linea 9, diretto verso Porta Genova, non si sarebbe fermato dopo piazza della Repubblica, nonostante la richiesta. Poco oltre si trova lo scambio che conduce verso via Lazzaretto.

Il convoglio ha affrontato la deviazione a velocità elevata. Di conseguenza, è uscito dai binari fino a schiantarsi contro il ristorante Robatakan.

Le due vittime sono Ferdinando Favia, 59 anni, e Okon Johnson Lucky, 49 anni. Entrambi si trovavano a bordo e sono stati sbalzati fuori durante l’incidente. Sui corpi verranno effettuati gli accertamenti autoptici.

Sistema frenante e verifiche tecniche

Il mezzo coinvolto è dotato di un sistema di sicurezza automatico, noto come dispositivo “uomo morto”. Questo meccanismo arresta il tram se il conducente rilascia i comandi per un intervallo prolungato.

Gli inquirenti stanno verificando il funzionamento del sistema al momento dell’incidente. Tuttavia, resta centrale la ricostruzione delle condizioni fisiche del conducente nei minuti precedenti al deragliamento.