Home Consumatori Consumatori Milano

Smaltimento Amianto a Milano: ecco la procedura da seguire

0
CONDIVIDI
Smaltimento Amianto a Milano: ecco la procedura da seguire

Nei primi anni del ’900 fu avviata la produzione di un particolare materiale brevettato a base mista di cemento e amianto (un minerale a base di silicio), destinato alla fabbricazione di manufatti per l’edilizia. Questo innovativo materiale ebbe subito un immediato riscontro pratico e divenne conosciuto, anche in Italia, con il nome di Eternit, assegnatogli dal suo stesso inventore per rimarcarne l’elevata robustezza e resistenza all’usura.

L’Eternit si rivelò un prodotto molto versatile e dotato di elevate proprietà isolanti, per questo venne largamente utilizzato per coperture di edifici civili e industriali, ma anche per la produzione di oggetti di uso quotidiano, come grondaie, piastrelle per pavimentazione, condutture e vasche idriche o tubature per il riscaldamento.

Successivamente alla grande popolarità e diffusione dell’utilizzo dell’Eternit, si scoprì, però, che le polveri di amianto, se vengono inalate, sono potenzialmente cancerogene.

Nel 1992 l’Italia è stata il primo Paese europeo a mettere al bando l’utilizzo dell’amianto: con la legge nazionale 257/92 e le successive disposizioni attuative regionali, si è data regolamentazione alla procedura da adottare per il trattamento dei prodotti contenenti amianto, presenti sul territorio nazionale.

La situazione amianto a Milano

Milano è una città in cui è ancora presente una percentuale notevole di coperture in amianto: nonostante i numerosi interventi già realizzati, non si è ancora raggiunta la loro completa eliminazione.

In realtà, questo si deve anche al fatto che non sussiste un obbligo di legge alla rimozione dell’amianto nelle abitazioni private. Ma, poiché è ormai scientificamente provato che questo materiale è potenzialmente pericoloso per la salute, soprattutto se danneggiato, i proprietari di immobili in cui è presente amianto, sia in forma di copertura dell’edificio che di altri manufatti, devono occuparsi della sua manutenzione.

A Milano, nell’osservanza delle norme nazionali previste dalla legge quadro 257/92 e dai decreti regionali di attuazione, è stabilita una specifica procedura:

  • in primo luogo, il proprietario deve notificare all’ASL competente per territorio la presenza di amianto friabile nella sua abitazione;
  • segue l’intervento di un tecnico qualificato che effettua una valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto, redigendo un Indice di Degrado;
  • sulle risultanze di tale valutazione, il tecnico indicherà, se necessari, gli interventi da porre in essere, presentando alla ATS (Agenzia di Tutela della Salute) un piano dettagliato dei lavori da eseguire;
  • l’ATS ha 30 giorni di tempo per valutare il piano di intervento proposto e sollevare eventuali eccezioni: trascorso tale termine, possono iniziare i lavori di bonifica sull’immobile interessato.

La procedura di bonifica e smaltimento dell’amianto

Gli interventi relativi al trattamento dell’amianto devono essere affidati a ditte specializzate autorizzate e iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, come la MBA Ambiente Milano.

La ditta incaricata procede seguendo alcuni protocolli obbligati:

  • anzitutto effettua un sopralluogo per verificare accuratamente la quantità di amianto presente nell’immobile;
  • quindi, inizia tecnicamente l’intervento: copre l’amianto rinvenuto con prodotti isolanti (incapsulamento) e impregnanti che impediscano alle fibre volatili di disperdersi nell’aria;
  • procede alla bonifica delle superfici su cui poggiava il prodotto contenente amianto;
  • rimuove, a questo punto, il prodotto in amianto preventivamente trattato;
  • infine, smaltisce il prodotto presso una discarica autorizzata.

In caso di bonifica eseguita su luoghi deputati ad attività lavorative, è necessario un ulteriore passaggio: completata tutta la procedura, l’ASL di competenza regionale esegue un controllo visivo del lavoro eseguito. In seguito, i tecnici dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) per la Lombardia, eseguiranno i necessari monitoraggi per verificare la salubrità del sito, rilasciando (qualora ne sussistano le condizioni) idonea certificazione di avvenuta bonifica.

Nella città e nell’ambito territoriale milanese, operano numerose ditte, autorizzate e iscritte all’Albo, che procedono ai vari interventi a costi che, in linea di principio, calano se aumenta l’ampiezza della superficie da trattare: si va dai 20 euro al mᒾ per una superficie di 50 mᒾ, agli 8 euro al mᒾ per una superficie di 500 mᒾ. Questi costi si intendono comprensivi anche della rimozione, del trasporto e dello smaltimento in discarica dell’amianto trattato.

Provvedimenti dell’amministrazione in materia di amianto

La Regione Lombardia, in adempimento della Legge 257/92, ha eseguito un censimento dei manufatti contenenti amianto presenti sul territorio, istituendo anche il Piano Regionale Amianto Lombardia, con il quale esercita il controllo sulle attività di bonifica, mantenendo, così, aggiornata la situazione relativa alla presenza e sussistenza del materiale nella regione.

Nel secondo semestre del 2019, l’amministrazione regionale lombarda ha stanziato 1 milione di euro per finanziare la bonifica degli edifici privati, con l’erogazione di contributi a fondo perduto di importo tale da coprire fino al 50% della spesa sostenuta per l’intervento.

L’iniziativa ha avuto un tale notevole riscontro che, data la mole di richieste (87 solo dalla Città metropolitana di Milano), la Regione prevede di rinnovare il bando anche nel 2020.