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Pillole d’arte dalle proprie case

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Pillole d'arte dalle proprie case

#ARTATHOME

Durante il periodo di chiusura temporanea, dovuta alle misure di contenimento COVID-19, c|e contemporary vuole distrarvi e arricchire le vostre giornate con delle pillole d’arte.

La mostra THE SURFACE di KATE TEDMAN direttamente nelle vostre case!

Oggi vi parliamo dell’opera BIG RED

L’opera è parte di una serie di incisioni provenienti dal VI volume “I Benefattori dell’Umanità ossia vite e ritratti degli uomini d’ogni paese e ogni condizione, i quali hanno acquistato diritto alla pubblica riconoscenza” pubblicato a Firenze nel 1850. Kate Tedman recupera le incisioni create dall’artista Tony Goutiére e vi interviene attraverso l’arte del ricamo per arricchirne le storie e dare a questi personaggi una seconda chance.

Il personaggio ritratto in quest’opera è FELICE MARIOTTINI. Nato a Città di Castello il 18 maggio 1756 da Anton Francesco e da Orsola Rossi, iniziò gli studi nel locale seminario vescovile e si recò ben presto a Roma, dove frequentò presso il Collegio romano corsi di belle lettere, filosofia e teologia dogmatica e morale, esercitandosi nella giurisprudenza sotto la guida di F. Carandini. Nel 1769, tornato a Città di Castello, vi ricevette la tonsura. Nel 1771 fu scelto quale socio aggiunto dell’Accademia dei Liberi e, nel novembre 1775, venne nominato canonico della cattedrale di Città di Castello.

Dopo aver vissuto tre anni a Parigi, come precettore di lingua italiana dei figli di Philippe d’Orléans, dal 1785 al 1790 visse tra Roma e Città di Castello nella inutile attesa di un incarico adeguato ai suoi meriti. Questi anni furono caratterizzati da una intensa produzione letteraria. Nel 1791 si recò a Napoli, dove fu accolto con calore negli ambienti culturali, ottenendo anche un’udienza da Ferdinando IV.

Venuto a sapere che a Londra gli insegnanti di italiano erano piuttosto ricercati, si imbarcò per l’Inghilterra e, giunto a Londra, nel 1792 vi aprì una scuola di lingua italiana. Nel 1797 lasciò l’Inghilterra e si recò a Roma. Qui trovò una situazione politica radicalmente mutata dalla presenza dei Francesi, cui non mancò di esternare le sue simpatie. Ciò gli valse, alla proclamazione della Repubblica Romana nel 1798, la nomina a prefetto consolare dell’amministrazione dipartimentale del Tevere.

Con la restaurazione del governo pontificio del 1814 andò incontro a una serie di disavventure. Caduto in disgrazia, Felice Mariottini passò il resto dei suoi giorni in povertà e morì a Roma il 1° dic. 1827. Fu sepolto nella basilica di S. Giovanni in Laterano.