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Pedopornografia online: minorenne al centro della rete nazionale

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Pedopornografia online: minorenne al centro della rete nazionale
Pedopornografia online: minorenne al centro della rete nazionale

Un 17enne del Comasco amministrava il gruppo Telegram da cui partivano immagini di minori diffuse in tutta Italia

Al centro dell’indagine che ha portato allo smantellamento di una vasta rete pedofila attiva online c’è un ragazzo di 17 anni, nato nel 2008 e residente in provincia di Como. Secondo quanto accertato dagli investigatori, era lui l’amministratore del gruppo Telegram utilizzato come principale canale di diffusione di immagini e video pedopornografici su scala nazionale. Da quel punto di snodo digitale transitavano contenuti che coinvolgevano minori di età compresa tra zero e diciotto anni, rendendo il giovane una figura centrale nella struttura della rete.

Produzione e scambio di contenuti illeciti

Le indagini hanno evidenziato come l’attività del gruppo non si limitasse alla condivisione di materiale già esistente. Alcuni membri, infatti, producevano direttamente foto e video a sfondo sessuale, coinvolgendo le vittime e, in alcuni casi, ricorrendo anche a immagini generate con strumenti di intelligenza artificiale. Il sistema di scambio comprendeva inoltre fumetti e altri file digitali, tutti riconducibili allo sfruttamento sessuale di minori.

Due anni di indagini sotto copertura

L’operazione è il risultato di un’attività investigativa durata circa due anni, condotta dagli specialisti del Centro operativo Sicurezza Cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta, sotto il coordinamento della Polizia Postale di Torino. L’inchiesta, seguita dal pubblico ministero Roberto Furlan, ha portato alla denuncia del diciassettenne e all’arresto di tre uomini. Un 52enne residente nel Cuneese e un 40enne di Genova sono accusati di detenzione di materiale pedopornografico, mentre un 27enne di Pordenone deve rispondere anche dell’ipotesi di produzione.

Collegamenti con precedenti arresti

Il lavoro degli investigatori aveva già registrato un primo sviluppo nell’agosto 2025, con l’arresto di un dermatologo quarantenne residente a Chivasso, in provincia di Torino. L’uomo, che seguiva una squadra di pallavolo giovanile, avrebbe adescato adolescenti tra i 13 e i 16 anni, realizzando con loro immagini e video poi diffusi sul dark web. Da quell’episodio è partita l’estensione delle verifiche ai contatti frequentati in ambienti pedofili online.

La rete e i soggetti coinvolti

Approfondendo i canali di comunicazione e scambio, gli investigatori hanno individuato anche un sacerdote della provincia di Brescia, già arrestato nei mesi scorsi. Sul suo telefono sarebbero stati trovati circa 1.500 file tra foto e video di minori, provenienti da gruppi Telegram analoghi a quello amministrato dal giovane comasco. Le perquisizioni più recenti hanno confermato la diffusione capillare del materiale: solo nell’hard disk del quarantenne genovese sono stati rinvenuti centinaia di file, inclusi scatti apparentemente innocui di bambini ripresi in contesti quotidiani, come giornate al mare in Liguria, poi trasformati in contenuti di scambio all’interno della rete criminale.