La stagione attualmente in corso del Milan si è sviluppata lungo una traiettoria particolare, ma caratterizzata dalla solidità ritrovata sotto la guida di Massimiliano Allegri. L’assenza dalle competizioni europee avrebbe potuto rappresentare un vantaggio sul piano della gestione delle energie e della continuità in campionato, ma nel corso dei mesi il rendimento della squadra rossonera ha alternato momenti positivi ad altri più difficili, complici anche alcuni elementi della rosa non sempre a disposizione. Fin dall’inizio dell’annata il Milan ha dovuto confrontarsi con una situazione insolita per una squadra abituata negli ultimi anni a giocare su più fronti. L’esclusione dalle competizioni europee ha permesso allo staff tecnico di concentrarsi quasi esclusivamente sul campionato e sugli impegni nazionali, con settimane di lavoro più regolari rispetto a quelle delle rivali impegnate anche nelle coppe continentali.
Una nota stonata è arrivata con la Supercoppa Italiana, occasione del Diavolo di alzare nuovamente un trofeo. L’eliminazione contro il Napoli (poi vincitore finale) ha rappresentato una delusione per l’ambiente rossonero, ma di certo non un inciampo in grado di segnare negativamente l’intera annata. Più rumorosa è stata invece l’eliminazione in Coppa Italia, arrivata negli ottavi di finale per mano della Lazio, compagine dall’organico non superiore a quello dei rossoneri. La combinazione di queste due eliminazioni ha ridotto il numero di obiettivi concreti a disposizione della squadra, lasciando il campionato come unico vero terreno di confronto nel corso dei mesi successivi. È chiaro però come nessuno nell’ambiente Milan si sia mai posto lo scudetto come traguardo imprescindibile: il vero obiettivo era e resta un posto utile per la prossima Champions League. Sebbene sia stato spesso criticato per la mancanza di un’idea di gioco spumeggiante, il Milan di Allegri ha raccolto diversi consensi e sia nelle previsioni degli addetti ai lavori sia nelle scommesse live i rossoneri hanno costantemente goduto di una certa attenzione, anche in occasione dei big match. Questo dato riflette una percezione diffusa: pur senza entusiasmare sul piano dello spettacolo, la squadra è stata considerata a lungo una candidata credibile per restare nelle prime posizioni della classifica.
Con il passare delle giornate, tuttavia, il distacco dall’Inter ha iniziato ad aumentare progressivamente. La formazione nerazzurra ha mantenuto un ritmo più costante nella corsa al vertice, mentre il Milan ha perso terreno dimostrando qualche errore di troppo contro avversarie di medio-basso livello. Si pensi, ad esempio, alla sfida persa per 0-1 contro il Parma, ma pesano anche i pareggi contro compagini ritenute abbordabili come Pisa e Genoa.
Nonostante queste difficoltà, sono molti gli aspetti positivi che emergono dall’analisi dell’annata rossonera. Il Milan ha mostrato una buona organizzazione difensiva con il blocco composto da Tomori, De Winter e Pavlovic, anche se è indubbio che in vista della prossima annata è indispensabile almeno un grande colpo in difesa, anche solo per una questione puramente numerica. In diverse occasioni la squadra è riuscita a ottenere risultati utili grazie a una struttura tattica compatta e a una gestione attenta dei momenti chiave della gara. A centrocampo la coppia composta da Modric e Rabiot si è rivelata perfettamente complementare. È chiaro che la carta d’identità del calciatore croato ha un peso (quest’anno le candeline saranno 41) e c’è grande incertezza sul futuro, ma ad oggi è un punto fermo del Diavolo.
La vittoria contro l’Inter nel derby ha riacceso le speranze scudetto del gruppo guidato da Allegri, nonostante il gap con l’Inter sia ancora rilevante. Il tecnico rossonero non perde però occasione di tenere la squadra con i piedi per terra, concentrandosi solo sulla partita successiva e con in testa l’obiettivo richiesto dalla dirigenza: la qualificazione alla prossima Champions League.
















































