La chiusura della sessione estiva di calciomercato consegna a Cristian Chivu un’Inter abbastanza rinnovata nella struttura, ma ancorata alle sue certezze più solide nel reparto avanzato. Il confronto con l’organico della passata stagione evidenzia una precisa strategia della dirigenza nerazzurra, che consiste nel ringiovanire la rosa, liberarsi di ingaggi pesanti legati e calciatori avanti con l’età, ma soprattutto innalzare in modo sensibile il tasso di esperienza internazionale, strizzando l’occhio all’Europa che conta. I volti nuovi ad Appiano Gentile sono infatti tutti giocatori di esperienza, anche se alcuni giovani, che hanno giocato la Champions League e che possono dare un qualcosa in più a livello di personalità e abitudine a giocare un certo tipo di match. Non si può insomma negare che la rosa dell’Inter rimanga la più attrezzata del campionato italiano e forse l’unica capace di poter brillare davvero in Champions, considerando che gli appassionati e le scommesse della Serie A non sembrano avere dubbi nell’indicare quella nerazzurra come la formazione più accreditata già nei confini nazionali. Ma vediamo allora nel dettaglio come è cambiata la rosa del Biscione rispetto alla passata stagione.
La rivoluzione tra i pali, la difesa e il nuovo centrocampo
Il restyling dell’Inter è partito inevitabilmente dalla porta, dove l’addio di Yann Sommer ha spalancato le porte alla promozione di Josep Martínez nel ruolo di primo portiere, affiancato dal prezioso arrivo di Ivan Provedel dalla Lazio per garantire totale affidabilità al reparto. La metamorfosi più radicale ha però interessato la linea difensiva: salutati a parametro zero i veterani Francesco Acerbi e Stefan de Vrij per raggiunti limiti d’età, la società ha piazzato il colpo da novanta prelevando John Stones a parametro zero. Il centrale inglese, protagonista per diversi anni nel Manchester City di Pep Guardiola, garantisce quel bagaglio di esperienza internazionale fondamentale per le ambizioni in Champions League.
Sulla corsia di destra, la dolorosa cessione di Denzel Dumfries al Real Madrid è stata tamponata dall’innesto di Djed Spence, anche se l’ottimo avvio di stagione del giovane Diouf e la permanenza di Luis Enrique offrono ampie garanzie di spinta su quella fascia. A centrocampo, infine, la partenza di Davide Frattesi è stata compensata dall’arrivo di Curtis Jones dal Liverpool, un profilo dotato di grande spessore continentale e con caratteristiche tattiche decisamente più affini alla filosofia di gioco espressa da Chivu.
L’attacco nel segno della continuità e delle certezze
Se in difesa e in mediana ci sono stati alcuni cambiamenti, il reparto offensivo nerazzurro ha scelto la strada della totale continuità, confermando in blocco i quattro interpreti della passata stagione. Il punto di riferimento assoluto rimane il capitano Lautaro Martínez, capocannoniere dell’ultima Serie A con 17 gol e certezza matematica e leader carismatico del gruppo, affiancato da un Marcus Thuram per il quale si spera in un’annata con meno problemi fisici rispetto al recente passato. Con il francese in buone condizioni, la coppia offensiva nerazzurra è sicuramente tra le più credibili anche in Europa.
Alle spalle dei due titolari intoccabili scalpitano Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny: i due giovani attaccanti, dotati di un potenziale enorme, hanno capitalizzato al meglio l’esperienza accumulata durante lo scorso campionato e si presentano ai nastri di partenza come alternative pronte e pienamente integrate nei meccanismi di squadra. In particolare Esposito gode di grande fiducia e ha già iniziato i primi match da titolare.
















































