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Il Teatro Lirico di Milano sarà intitolato a Giorgio Gaber

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Giorgio Gaber, cantautore, commediografo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano

La Giunta comunale di Milano ha approvato la delibera di intitolazione del Teatro Lirico a Giorgio Gaber.

Il cantautore visse nel Teatro Lirico il culmine del percorso artistico e le fasi più mature e creative del proprio impegno civico. L’idea dell’intitolazione, ricorda una nota del Comune di Milano, è nata dagli stessi cittadini milanesi, che l’hanno sostenuta grazie a una petizione popolare.

Quest’idea era stata subito sposata pubblicamente dall’allora sindaco Giuliano Pisapia, nel gennaio del 2013, nel decennale della scomparsa dell’artista. Poi l’idea era stata ribadita nel febbraio del 2014, in occasione di un incontro pubblico di presentazione del progetto di restauro del Teatro Lirico. L’attuale Giunta ha formalmente deciso l’intitolazione al grande artista.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Giorgio Gaber, pseudonimo di Giorgio Gaberščik  è stato un cantautore, commediografo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano tra i più influenti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra.

Chiamato anche Il Signor G dai suoi ammiratori, è stato anche un chitarrista di valore, tra i primi interpreti del rock and roll italiano alla fine degli anni cinquanta, tra il 1958 e il 1960. Fu autore e attore teatrale, divenendo un precursore del genere del teatro canzone. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con due Targhe ed un Premio Tenco.

Giorgio Gaber nasce a Milano il 25 gennaio 1939, in via Londonio 28 da una famiglia della medio-piccola borghesia. I genitori si erano conosciuti e sposati in Veneto e in seguito si trasferirono in Lombardia in cerca di fortuna. Il padre Guido Gaberščik fa l’impiegato, la madre Carla Mazzoran è casalinga; il fratello maggiore Marcello compie gli studi di geometra e suona la chitarra per diletto.

Lo stato di salute di Giorgio è cagionevole: durante l’infanzia si ammala due volte di poliomielite. Il primo attacco, occorsogli verso gli otto-nove anni, colpisce il braccio sinistro e gli procura una lieve paralisi alla mano. Il padre gli regala una chitarra affinché eserciti le dita con piacere, non come una costrizione.

Approfittando del fatto che il fratello sa suonare la chitarra, anche Giorgio impara ad usare lo strumento. L’idea darà buoni risultati, sia sotto l’aspetto medico che artistico. Da adulto, Gaber dirà: «Tutta la mia carriera nasce da questa malattia». L’artista muore a Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003. ABov