L’ente risponde alle contestazioni dell’ex presidente Luca Baravalle, rivendica la regolarità della revoca e della nomina di Giacomo Maisto e richiama le criticità gestionali già segnalate alle autorità competenti
La Fondazione San Michele Arcangelo, ente no profit con sede a Bergamo attivo da oltre 25 anni che coordina opere in campo educativo, formativo e lavorativo, interviene ufficialmente sulla vicenda che ha portato al cambio ai vertici dell’ente, ribadendo la piena legittimità della nomina di Giacomo Maisto alla presidenza dopo la revoca di Luca Baravalle.
La presa di posizione arriva in risposta alle dichiarazioni dell’ex presidente, che nei giorni scorsi aveva contestato la validità delle deliberazioni adottate dall’assemblea dei soci, sostenendo di essere ancora il legittimo presidente della Fondazione.
Nella nota diffusa dall’ente, si afferma invece che la revoca di Baravalle e la contestuale nomina di Maisto sono state deliberate dall’assemblea dei soci nell’ambito delle prerogative previste dallo Statuto e dal Codice Civile. La Fondazione aggiunge che tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa sono stati completati, rendendo la nomina del nuovo presidente pienamente efficace.
Secondo la Fondazione, le contestazioni mosse dall’ex presidente rappresentano una sua interpretazione personale e saranno le autorità competenti a valutare ogni aspetto della vicenda.
Le motivazioni indicate dalla Fondazione
Nel comunicato, l’ente spiega che la decisione dei soci è maturata a seguito di criticità gestionali già segnalate alle autorità competenti, che avrebbero reso necessario un intervento urgente sulla governance della Fondazione.
Sempre secondo quanto riportato nella nota, tra i fatti denunciati figurano versamenti di denaro della Fondazione verso società riconducibili a Luca Baravalle, prelievi di contante ritenuti privi di adeguata giustificazione, spese sostenute presso strutture alberghiere di lusso e ulteriori utilizzi delle risorse economiche considerati estranei alle finalità istituzionali dell’ente.
La Fondazione richiama inoltre presunti rilievi sull’impiego di risorse finanziarie ottenute attraverso affidamenti bancari garantiti dall’ex presidente della Fondazione, Daniele Nembrini, rispetto ai quali sarebbero state sollevate contestazioni sulla destinazione delle somme e sul loro utilizzo.
Nella stessa ricostruzione viene inoltre sostenuto che Baravalle non avrebbe convocato l’assemblea dei soci per circa due anni, non avrebbe predisposto i bilanci per la successiva approvazione e, nonostante ripetute richieste, non avrebbe messo a disposizione degli organi competenti la documentazione tecnico-contabile della Fondazione.
La stessa Fondazione precisa che tali elementi sono stati sottoposti alle autorità competenti, cui spetterà verificare i fatti e accertare eventuali responsabilità.
La posizione sulla revoca e sulla nuova presidenza
La nota respinge anche le contestazioni relative alla regolarità dell’assemblea che ha deliberato il cambio al vertice.
Secondo la Fondazione, Baravalle avrebbe partecipato alla riunione anche nella veste di presidente della Fondazione Baravalle e, tramite un delegato, avrebbe espresso voto contrario sia alla propria revoca sia alla nomina di Giacomo Maisto. L’ente sostiene che tale comportamento si sarebbe verificato in una situazione di conflitto di interessi e ricorda che, prima dell’assemblea, erano già stati rivolti all’ex presidente inviti a rassegnare le dimissioni.
La Fondazione aggiunge che, qualora Baravalle ritenga illegittime le deliberazioni adottate dai soci, potrà far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
Nel comunicato trova spazio anche un chiarimento su don Eugenio Nembrini. La Fondazione afferma che il sacerdote non è mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari relativi alla gestione dell’ente e definisce false eventuali ricostruzioni che lo colleghino alla vicenda, annunciando iniziative a tutela della sua reputazione.
La nota si conclude ribadendo la volontà della Fondazione San Michele Arcangelo, oggi guidata da Giacomo Maisto, di proseguire la collaborazione con le autorità competenti affinché venga fatta piena luce sulla gestione pregressa e siano tutelati il patrimonio, la credibilità e le finalità istituzionali dell’ente.
















































