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Duets and Solos al Festival di Nervi. Violoncello, pianoforte, stelle in cielo

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Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Saluti istituzionali (foto Linda Kaiser)

Sul palco con i virtuosi internazionali della danza

Venerdì 17 luglio, alle ore 21.15, si è ufficialmente aperto il Festival Internazionale del Balletto e della Musica al Teatro ai Parchi di Nervi.

La serata ha segnato la ripresa di un rito, con la gente sparsa sotto agli alberi che confluiva nella coda ordinata all’ingresso, il vociare degli amici ritrovati, la bevanda presa al chiosco interno, la platea con i posti distanziati e le sedie ben fissate sulla piattaforma di legno sul prato. La villa Grimaldi Fassio è illuminata, con la collina là dietro e il mare davanti, con qualche nave che passa all’orizzonte. E, poi, i profumi dell’estate e il frinire delle cicale sembrano completare un quadretto idilliaco.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Beatrice Rana e Mario Brunello (foto Marcello Orselli)

Eppure, tra le tante voci che si avvicendano sul palco, qualcuna rimane fuori, apparentemente inascoltata. Per un quarto d’ora intervengono, nell’ordine: il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, Claudio Orazi, che definisce gli spettatori “i veri protagonisti”; il Coordinatore generale del Festival, Rino Surace; la responsabile dei Progetti di servizio del Rotary Club Genova Nord-Ovest, Tiziana Lazzari, che vede la musica come motore di “sviluppo socio-economico”; il Vice Sindaco, Stefano Balleari, che sottolinea la bellezza di un “posto che strappa il cuore”; l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Barbara Grosso; l’Assessore alla Cultura della Regione Liguria, Ilaria Cavo, che coglie “lo spettacolo nello spettacolo”.

Sì, l’arte ricomincia a vivere e a popolare i suoi spazi, ma non per tutti, evidentemente. È stata tagliata la richiesta di un gruppo di professionisti e artisti dello spettacolo che avrebbero voluto rendere nota sul palco la loro posizione svantaggiata, leggendo un breve comunicato.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Matteo Miccini (foto Marcello Orselli)

Il documento esordisce con un “grazie di essere tornati con fiducia a prendere posto in sala, stasera. È un’emozione e un privilegio poter tornare a fare teatro di questi tempi”.

Viene precisato, poi, che “più di 250mila lavoratrici e lavoratori dello spettacolo attendono risposte, tutele e ammortizzatori adeguati”, giacché “alcuni teatri stanno riaprendo, ma con le norme attuali moltissimi altri, non beneficiando di adeguate sovvenzioni statali, sono impossibilitati a farlo. (…) Queste realtà, complessivamente, rappresentano il 70% di questo settore”.

Viene ricordato che “la cultura è una risorsa primaria, un fondamentale servizio pubblico, una libertà di espressione sancita dalla Costituzione”. Il gruppo di professionisti dello spettacolo manifesta, dunque, “per garantire la dignità a chi è impossibilitato a lavorare e la salvaguardia di un settore in ginocchio”. È il cosiddetto “stato di agitazione permanente”, che dovrebbe scuoterci tutti in tempi di imposizioni spesso non giustificate da reali necessità.

In ogni caso, il programma della serata è molto intenso e sarebbe stato meglio prevedere un intervallo a metà dell’ora e 45 minuti che ha, purtroppo, fatto assopire qualcuno. Il format Duets and Solos – ben ideato da Daniele Cipriani, con la consulenza musicale di Gastón Fournier-Facio – allude (a causa del condizionamento del virus) all’esibizione di danza in assolo o, al massimo, in coppia, se lo si è anche nella vita. La produzione è della Fondazione Teatro Carlo Felice, Festival Internazionale del Balletto e della Musica / Nervi 2020 e Ravenna Festival.

Mario Brunello al violoncello e Beatrice Rana al pianoforte deliziano il pubblico con quello che non si può definire soltanto un accompagnamento musicale, ma un doppio registro di spettacolarizzazione.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Iana Salenko (foto Marcello Orselli)

Beatrice Rana (Copertino, 1993) è una pianista salentina figlia d’arte e già molto affermata nonostante la giovane età. Si presenta subito come un corpo unico con lo strumento, eseguendo l’Aria dalle Variazioni Goldberg BWV 988 di J.S. Bach, mentre la prima ballerina ad andare in scena è, nel pezzo successivo, Iana Salenko nella Morte del cigno, musica di Camille Saint-Saëns, coreografia storica di Michel Fokine. Qui si unisce al piano anche il violoncello di Mario Brunello (Castelfranco Veneto, 1960), altro grande interprete dal vasto repertorio.

Le étoiles internazionali si avvicendano in scioltezza. La coppia Silvia Azzoni / Alexander Ryabko (Hamburg Ballet) danza sulle note dei Nocturnes di Chopin e di un Andante da una Sonata di Rachmaninov; l’altra coppia Iana Salenko / Marian Walter (Opera di Berlino) si esibisce con la Méditation da Thaïs, coreografia di Roland Petit.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Silvia Azzoni e Alexandre Ryabko (foto Marcello Orselli)

Danzano in un passo a due maschile, ma senza mai sfiorarsi, anche Sergio Bernal (già Balletto Nazionale di Spagna) / Matteo Miccini (Stuttgart Ballet), vestiti di nero, sul tema della Folia de Caballeros, forse uno dei pezzi più belli.

Riscuote molto successo nel pubblico femminile, a quello che si ode, Hugo Marchand (Opéra de Paris), con il suo abito completamente rosso, in scena con A Suite of Dances, quattro pezzi diversi di Bach per violoncello solo, su coreografia di Jerome Robbins.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Hugo Marchand (foto Marcello Orselli)

Il più applaudito di tutti risulta essere il ballerino Sergio Bernal (Madrid, 1990), specializzato in danza spagnola, flamenco e classica, che sulla sua stessa coreografia interpreta uno dei suoi frenetici Zapateado, a colpi di tacchi e di ciuffo ribelle, con musica di Gaspar Cassadó per violoncello solo.

Travolgente, subito dopo, è la splendida esecuzione di Beatrice Rana de La Valse di Maurice Ravel, che tiene gli ascoltatori con il fiato sospeso per la passione che riesce a trasmettere.

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Mario Brunello e Sergio Bernal (foto Marcello Orselli)

Prima del Défilé finale chiude il cerchio dello spettacolo The Swan, di nuovo il cigno musicato da Saint-Saëns, ma incarnato al maschile da Sergio Bernal, un prodigio della metamorfosi – pur nudo, sembra di vedergli le piume addosso! – per la coreografia atmosferica di Ricardo Cue.

Gli aforismi scelti dal sociologo Domenico De Masi, proiettati sugli schermi ai lati del palco, accompagnano in maniera originale ogni cambio di scena. Mi resta scolpita nella mente la citazione di Eraclito: “È nel mutamento che le cose si riposano”. Si addice particolarmente a quel dinamismo del divenire che è la danza; alla continua trasformazione del gesto che, mentre lo guardi, è già qualcos’altro; al conflitto che è il mistero della vita.

Linda Kaiser

Festival di Nervi 2020 – Duets and Solos – Sergio Bernal (foto Marcello Orselli)