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Disabili, pronta la nuova delibera. Bolognini: incrementiamo i fondi

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Disabili, pronta la nuova delibera-Bolognini, incrementiamo i fondi

“Colmato il ‘vuoto’ del Governo, previsti maggiori contributi e meno liste d’attesa”

Sarà presentata martedì 18 febbraio in Commissione consiliare la delibera sui disabili. “Non c’è nessuna volontà di scappare o perdere tempo. La delibera relativa ai contributi per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi martedì mattina andrà in Commissione Sanità. Successivamente sarà sottoposta all’approvazione della Giunta. Poiché le risorse del fondo sanitario regionale sono state liberate in queste ore, abbiamo preferito rimandare a martedì la Commissione per dare un quadro certo alle famiglie, che aspettano e devono ottenere, giustamente, notizie chiare e definite. Lasciamo all’opposizione le polemiche di essenza puramente politica, che dovrebbero essere risparmiate per temi delicati come questo”. Lo ha detto l’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità, Stefano Bolognini, annunciando la nuova delibera che martedì prossimo sarà portata prima all’attenzione della Commissione Sanità del Consiglio regionale e successivamente all’approvazione della Giunta regionale.

In determinate condizioni delibera disabili gravi prevede 1.700 euro

“Dopo aver incontrato e raccolto le istanze delle associazioni – ha spiegato l’assessore – in questa settimana abbiamo individuato, in collaborazione con l’assessorato al Welfare, ulteriori 12 milioni. Somma che ci permetterà di garantire il contributo fisso di 600 euro, come l’anno scorso, e di implementarlo ulteriormente, anche attraverso voucher sanitari. In determinate condizioni si arriverà a un importo massimo di 1.700 euro. Quindi, con un incremento di ulteriori 100 euro rispetto al passato. Ricordo infatti – ha aggiunto Bolognini – che all’ampliamento della platea degli aventi diritto, disposta dal Governo nazionale, non ha fatto seguito un coerente aumento degli stanziamenti. In Lombardia quest’anno il numero dei beneficiari è cresciuto di quasi 2.000 unità. Abbiamo quindi dovuto compiere un grande sforzo per garantire a tutti il contributo e sostenere anche il ‘care giver’ familiare nella sua attività quotidiana, senza creare liste d’attesa, come invece accade in altre regioni italiane”.