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Angelo Zanella in mostra con “L’arca delle meraviglie”

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Angelo Zanella in mostra con L’arca delle meraviglie

L’arca delle meraviglie è il titolo della mostra dedicata a Angelo Zanella – Lovere (Bg), 1960 – che sarà inaugurata negli
spazi espositivi della galleria sabato 19 ottobre, dalle ore 16.30.
Le opere dell’artista sono popolate da una grande varietà di animali, tale da farci pensare a quella della biblica arca
che conteneva un esemplare di ogni singola specie, una biodiversità che è la manifestazione della potenza biologica
della creazione e della sua capacità di adattamento alle varie situazioni climatiche. Il bestiario animato da tratti
fortemente antropomorfi di Zanella, colto in movenze ed espressioni umanizzate, sguardi ammiccanti e penetranti, ci
ricorda quanto gli animali raffigurati siano vicini all’uomo nella spiritualità che manifestano in quanto splendidi
esemplari della creazione che meriterebbero di essere conservate in una ipotetica Wunderkammer del futuro, come
reperti naturali. Essi vengono, infatti, indagati da Zanella con occhio attento e puntale tra le rugosità della pelle del
rinoceronte e i solchi del muso di una scimmia, come si farebbe nell’illustrazione scientifica; ma, superando l’iniziale
stupore per questo sconvolgente realismo, lo sguardo dell’osservatore scivola sulle morbide gradazioni chiaroscurali di
una gamma cromatica che include tutte le sfumature del grigio per conferire la sua personale connotazione emotiva a
queste raffigurazioni sfumate nella memoria, negli abissi del tempo, come un lontano ricordo. A ricordarci che questi
animali non sono figure mitologiche portatrici di significati morali e filosofici, ma solamente appassionati interpreti
delle meraviglie del mondo naturale, così vicino all’uomo, l’artista raffigura, con una pennellata materica, rinoceronti,
ippopotami, elefanti, tigri, struzzi, scimmie, zebre, leoni, antilopi, ma anche lupi, agnelli, garzette, lepri e tori,
dipingendoli su frammenti di carta da parati con motivi decorativi floreali, geometrici e tribali; essi ricordano la
lussureggiante vegetazione della giungla o i bassorilievi mitologici custoditi sulle mura dei suoi antichi templi. Talvolta,
ritroviamo un elefante, come arcana presenza straniante, su illustrazioni da giornale ottocentesco, un rinoceronte
dalla possente mole inserito in una delicata evoluzione di fiori intrecciati, simile a quelle dei pannelli dei teatrini
settecenteschi, oppure un agnello che si posa su un turbinio di cerchi. Nelle tele, elefanti, zebre e rinoceronti si
posano su un pavimento con azzardate evoluzioni di geometrie in prospettiva, come in una stanza magrittiana.
Laureatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, nei primi anni ‘90 apre uno studio a Parigi ed espone in occasione della
Fiac Foire Internationale d’Art Contemporain e dell’Art Jonction a Nizza. Dopo numerosi viaggi in Francia e negli Stati
Uniti, nel 2005 espone al Mars Pavilion, nel contesto della Biennale di Venezia. Negli anni 2000 seguono esposizioni a
Colonia, in Germania, a Izmir, in Turchia e ad Amsterdam, oltre che in importanti luoghi pubblici, come La Salle
d’Exposition du Service Municipal Culture et Animation di Beausoleil, in Francia, il Museo Archeologico di Agropoli
(Sa), il Museo di Scienze Naturali di Genova, la Fondazione “L’Arsenale” di Iseo (Bs) e il Politecnico di Milano. Nel 2017
la Biblioteca Nazionale del Palazzo Reale di Napoli gli dedica la mostra personale On the river. Nel 2019 il ritratto di
Gabriele D’Annunzio, da lui dipinto, viene inserito nella collezione del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Bs). È
presente a importanti rassegne di arte moderna e contemporanea, come Arte Fiera Bologna e Art Verona.