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Al Teatro Carlo Felice di Genova, Cenerentola pattina sul ghiaccio

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Cenerentola - Atto II, Cenerentola e il Principe

Da San Pietroburgo il balletto sulla musica di Sergej Prokof’ev è uno spettacolo per tutte le età

L’ultima replica di Cenerentola è in programma domenica 22 dicembre alle ore 15 al Teatro Carlo Felice di Genova e non è da perdere. Questo balletto sul ghiaccio è godibilissimo da un pubblico di ogni età, anche da chi fosse un analfabeta visivo. Ci si siede nella grande sala del Teatro Carlo Felice come davanti al caminetto e pare di sfogliare un bellissimo libro pop-up che, all’improvviso, si animi dei personaggi delle favole.

Cenerentola – Atto II, il ballo nel Palazzo del Re

In due atti, rispettivamente di 40 e 50 minuti, si svolge un racconto senza parole, acceso dalle note del capolavoro che Sergej Prokof’ev compose tra 1940 e 1944 (la prima rappresentazione si tenne a Mosca nel 1945), tratto dalla favola di Charles Perrault.

La scena si apre proprio come un libro illustrato, nella casa dalla prospettiva dipinta e aperta sul paesaggio. Attraverso un arco si vedono le colline e un castello in lontananza. Nella stanza dal pavimento di ghiaccio, entrano pattinando una dopo l’altra le due Sorellastre vanesie, che litigano per uno specchio e si inseguono, finché non interviene la loro madre a separarle.

Cenerentola viene vessata dalla Matrigna, derisa dalle due ragazze e lasciata sola a sbrigare le faccende domestiche. I suoi unici amici sono gli Utensili da cucina, il Samovar, il Bollitore, la Scopa, il Candelabro e l’Orologio, vestiti con bizzarri e insoliti costumi, disegnati, come le scene, da Olga Osikovkaia e Tatiana Zaikina.

Cenerentola – Atto II, il Re con le Sorellastre

Sin dai primi momenti appare l’originalità dell’interpretazione della danza, che incide i propri movimenti sulle lame nel ghiaccio, trasformata rispetto al balletto classico sulle punte.

Nata dal progetto del coreografo Konstantin Bojarskij, che realizzò la sua prima produzione nel 1967, per perseguire una nuova forma di arte, la compagnia è diretta dal 1981 da Konstantin Rassadin, Artista Emerito della Federazione Russa, che firma le coreografie.

Hanno fatto parte di questo corpo di ballo di San Pietroburgo anche celebri campioni di pattinaggio su ghiaccio (come i vincitori delle Olimpiadi del 1964 e 1968, Ljudmila Belousova & Oleg Protopopov, e del 1972 Aleksei Ulanov, e la medaglia d’argento alle Olimpiadi del 1972, Ljudmila Smirnova), proprio perché le prestazioni richieste agli artisti sono molto complesse.

Cenerentola – Atto I, Cenerentola con gli Utensili della casa

Nelle scene buffe del Maestro di Danza, che tenta di insegnare alle Sorellastre, invitate al ballo nel Palazzo del Re, le buone maniere e l’arte della danza, si può cogliere un registro musicale molto ironico, un ritmo vivace e imprevedibile che caratterizza alcuni personaggi.

L’Orchestra del Teatro Carlo Felice, invisibile al pubblico e diretta da Arkady Shteynlucht, interpreta bene ogni passaggio.

La magia dell’arrivo della Fata (la vecchina precedentemente aiutata da Cenerentola) è restituita da una luce chiara e azzurrata. Nel giardino incantato, delimitato da una serie di cornici proprio come un quadro, con alberi pastellati sullo sfondo, Cenerentola riceve in dono il suo bell’abito e le scarpette per il ballo. Una carrozza magica la condurrà a destinazione, ma uno Gnomo – vagamente natalizio –, a mezzanotte, la trasformerà di nuovo in una ragazza vestita di stracci.

Il secondo atto si apre al Palazzo del Re, dove ci sono colonne e balaustre dipinte e cieli stellati, dove coppie di cortigiani piumati ballano a ritmo di musica, dove il Re – che è un personaggio comico, molto ben interpretato e applaudito – spera che suo figlio scelga una sposa tra le ospiti invitate.

Cenerentola – Atto II, lo Gnomo della mezzanotte

Il Principe, alto e biondo come da copione, entra in scena vestito di bianco e, naturalmente, appena la vede, si innamora di Cenerentola e balla con lei tutta la notte, fino allo scoccare dell’ora fatidica. L’amore poetico e idilliaco tra i due giovani viene espresso dall’altro registro musicale principale dell’opera, quello che segue il fiorire dei sentimenti, e al quale corrispondono gli eleganti virtuosismi coreografici dei due protagonisti.

La corsa delle lame sul ghiaccio, qui, gli scivolamenti e gli avvitamenti, la leggerezza nell’alzarsi e piegarsi della coppia splendidamente in armonia provoca in chi guarda brividi lungo la schiena, mentre sembra proprio che i personaggi vogliano scappare fuori dalle pagine del libro, fuori dalla scena, in un mondo tutto loro.

Nella parte successiva, si riprende il tema ironico, con il Re, il Principe e gli Ufficiali logorati dal viaggiare in tutto il mondo – danza dei Calzolai, danza orientale e danza spagnola – alla ricerca della ragazza sparita perdendo una scarpetta.

Dopo gli ostacoli, sempre presenti nelle favole, naturalmente i nodi si sciolgono, il sogno si realizza e il lieto fine si festeggia danzando ancora e ancora e ancora. Finché la luce non si spegne. Finché la realtà non si riaccende.

Linda Kaiser